Problemi ormonali: il ruolo della dieta nel recupero dell’equilibrio

Moltissime donne, soprattutto giovani, sono colpite da problemi ormonali: questi possono manifestarsi con vari sintomi e in varie età della vita, ma in ognuna di queste l'alimentazione può avere un ruolo chiave colmando alcune carenze nutrizionali e/o favorendo il miglioramento della composizione corporea e di conseguenza dell'equilibrio ormonale.

Tra i vari sintomi di squilibrio ormonale possiamo includere:

– Irregolarità mestruali, ovvero ciclo troppo breve (meno di 20 giorni) o troppo lungo (più di 35 giorni): in base all’età la causa può essere ad esempio la premenopausa o l’ovaio policistico, pertanto è importante consultare il medico;

– Disturbi del sonno;

– Acne cronica;

– Problemi di memoria;

– Problemi di stomaco;

– Stanchezza generale;

– Sbalzi d’umore e depressione;

– Aumento dell’appetito e aumento di peso.

Una volta accertata la causa e il tipo di disturbo ormonale, è fondamentale considerare il ruolo dell’alimentazione nella gestione del disturbo: in molti casi, come quello dell’ovaio policistico, la terapia è soprattutto legata al miglioramento dello stile di vita (alimentazione, attività fisica, gestione dello stress…) che rappresenta l’unica soluzione reale del problema.

Il ruolo dell’alimentazione può essere legato quindi sia alla cura del problema che alla risoluzione di eventuali problemi di peso che possono essere causa o conseguenza dello squilibrio: ad esempio l’aumento di peso può provocare o peggiorare una condizione di policistosi ovarica, mentre può essere una conseguenza del calo dei livelli di estrogeni in menopausa.

Tra i nutrienti più importanti per l’equilibrio ormonale femminile abbiamo:

– Zuccheri semplici: se consumati in eccesso possono favorire l’aumento di peso e accentuare lo stato di infiammazione, contribuendo al manifestarsi di alcuni dei sintomi di cui sopra (in particolare l’acne).

– Acidi grassi essenziali: sono fondamentali per la loro funzione antiossidante e antinfiammatoria, sono spesso carenti in caso di squilibrio ormonale e vengono integrati sia attraverso la dieta che attraverso olii che ne sono naturalmente ricchi (es. olio di borragine, olio di enotera…).

– Fibre: modulano l’assorbimento dei carboidrati e l’attività intestinale;

– Micronutrienti tra cui ferro, zinco, magnesio.

Oltre ai nutrienti chiave vanno considerati anche l’alimentazione nel suo complesso e il rapporto col cibo, che spesso è lo specchio di conflitti interiori legati all’accettazione della propria immagine, alla propria femminilità e al proprio ideale fisico.

Data la complessità e l’importanza della gestione nutrizionale dei disequilibri ormonali, la migliore soluzione rimane comunque evitare il fai da te e affidarsi ad un professionista per una consulenza nutrizionale personalizzata.